Le Iene, l'importante rivelazione di Matteo Viviani sul clima nei prossimi anni: "Questo ghiacciaio 'parla' chiaro"

Nella prima puntata della nuova edizione de 'Le Iene', è stato trasmesso anche un servizio di Matteo Viviani sulla situazione climatica dei prossimi anni.

Ieri, martedì 3 ottobre 2023, è andata in onda la prima puntata della nuova edizione de Le Iene. Un'edizione diversa dalle altre, per quanto riguarda i conduttori: insieme a Max Angioni, che ha debuttato nella seconda parte della stagione dell'anno scorso, c'è, infatti, una bravissima giornalista e conduttrice romana, Veronica Gentili. I due conduttori promettono molte sorprese, ma la formula dei servizi degli inviati resterà sempre la stessa: quella che ha permesso al programma di Italia 1 di riscuotere un enorme successo negli anni.

Uno dei servizi andati in onda ieri, è quello di Matteo Viviani e Marco Fubini. I due inviati hanno, in particolare, parlato dell'emergenza climatica, e di cosa ci aspetta nei prossimi anni. In particolare, Viviani si è recato nei pressi del ghiacciaio del Morteratsch, situato tra la Lombardia e la Svizzera. Un ghiacciaio che, ogni anno, si ritira a vista d'occhio: ed è proprio questo fenomeno che ci fa capire quanto sia grave l'emergenza climatica, e ci può far intuire quale potrebbe essere il clima terrestre nei prossimi anni.

Le Iene: il nuovo servizio di Matteo Viviani

Il glaciologo Andrea Toffaletti ha spiegato che "i ghiacciai sono degli indicatori del cambiamento climatico più di qualsiasi altra cosa". E, in effetti, poco più di cento anni fa, il ghiacciaio ricopriva una porzione di terra più grande di circa due chilometri rispetto ad adesso. Questo fenomeno è correlato, poi, ai numerosi disastri climatici che l'Europa sta vivendo negli ultimi tempi. Antonello Provenzale, direttore dell'Istituto di Geoscienze del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha spiegato che il pianeta non è in pericolo, ma che è la nostra società ad essere in pericolo.

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Una foto da un ghiacciaio del Nord Italia. (Fonte: Le Iene - Italia 1).

"Il mondo sta benissimo, è passato attraverso catastrofi di ogni genere. [...] Quelli che possono subire conseguenze importanti siamo noi: rimetterci le penne nel caso più tragico, mentre è molto probabile che ci sia un collasso delle varie società. Qualche decina di migliaia di cacciatori nomadi, probabilmente, potranno sopravvivere comunque, ma la nostra società è a rischio", ha spiegato Provenzale, aggiungendo che gli scenari peggiori prevedono addirittura un aumento di 4-5 gradi nei prossimi anni. Questo potrebbe portarci a situazioni estremamente difficili da affrontare, per gran parte della società.

Quali sono le possibili vie d'uscita

Come spiega Simona Bordoni, professoressa ordinaria di Fisica dell'atmosfera dell'Università di Trento, non c'è nessun margine d'errore: "il cambiamento climatico che stiamo sperimentando, che stiamo vedendo, è inequivocabilmente dovuto all'incremento della CO2 dovuto alle attività umane". Ci sono migliaia e migliaia di studi che lo confermano: l'aumento della temperatura è dovuta all'incremento dell'anidride carbonica. E la curva della CO2 ha, improvvisamente, accelerato, salendo, praticamente, in verticale da oltre 70 anni. Inoltre, a causa del cambiamento climatico, le fonti di energia idroelettrica rischiano di ridursi in maniera evidente, e l'acqua potabile di diventare sempre più scarsa.

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La curva di cui parla Matteo Viviani. (Fonte: Le Iene - Italia 1).

E allora, come fare? Quali sono le possibili vie d'uscita? "Ci sono piccole accortenze che fanno la differenza. Come abbassare il riscaldamento di casa, magari mettendosi un maglione d'inverno, non tenere a palla l'aria condizionata d'estate, spegnere le luci quando non le usiamo, girare con i mezzi pubblici", ha detto Viviani. E ancora: non mangiare cibo che viene dall'altra parte del mondo, per il cui trasporto si inquina moltissimo. "Pensate che mangiando una ciliegia fuori stagione, si inquina cento volte di più che con una mela di stagione! E un chilo di quelle stesse ciliegie inquina in termini di CO2, come prendere la propria auto e fare da Milano a Bologna", aggiunge Viviani. E, infine, bisogna chiedere ai propri fornitori di energia elettrica, che questa venga da fonti rinnovabili. Tutto questo, conclude l'inviato, può fare davvero la differenza.

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