Negozi italiani, spunta un cartello provocatorio: "Non si paga con il POS". La scusa è assurda

Il cartello spuntato sul muro di uno dei numerosi negozi italiani è a dir poco provocatorio: riguarda il pagamento con il POS. Ecco di cosa si tratta e perché è sbagliato su tutti i fronti.

In Italia ci sono numerosi punti di vendita al dettaglio, di diverso genere. Secondo un rapporto pubblicato da FederDistribuzione, i negozi al dettaglio sono circa 700.000 in tutto il Paese. Naturalmente, tra questi 700.000 punti vendita, ci sono numerose differenze: dalla dimensione al tipo di prodotto venduto, dal numero di dipendenti al design del punto vendita. Passeggiando per le nostre città, è possibile rendersi conto di quanto questi punti vendita possano essere differenti.

Nonostante la differenza tra ciascuno di questi, c'è una legge che, adesso, vale per tutti. Parliamo, naturalmente, della legge approvata il 30 giugno 2014, secondo cui i commercianti italiani hanno l'obbligo di accettare i pagamenti con bancomat o carta di credito. Il terminale utilizzato per questo tipo di pagamenti è il POS, dall'inglese 'Point of Sale', e cioè 'punto vendita'. Lo scorso anno, e cioè dal 30 giugno 2022, chi non accetta il pagamento via POS, rischia una multa di 30 euro, maggiorata dal 4% del valore della spesa che il cliente avrebbe effettuato con la carta di credito. Se, per diverso tempo, i tabaccai sono stati esonerati da questa multa, almeno per quanto riguarda la vendita di tabacchi e generi di monopolio, da qualche mese non è più così.

Negozi italiani: il cartello provocatorio sul POS

Stabilito, dunque, che in tutti i negozi vige questa legge, e che tutti i commercianti che si rifiutano sono obbligati a pagare una sanzione amministrativa, non si può dire che tutti i negozianti abbiano accettato queste norme di buon grado. Alcuni gestori dimostrano, infatti, di essere ancora restii ad accettare il pagamento via POS. Uno di questi, è il negoziante che ha affisso questo cartello sulla parete del proprio negozio.

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La foto del cartello provocatorio, spuntato sulla parete di un negozio italiano. (Fonte: Instagram - Massimiliano Dona).

"In questa attività non si paga con il POS perché non c'è", si legge sul cartello. La prima cosa che si nota è la seconda S, che è stata, poi, sbarrata con la penna dal negoziante. La seconda cosa, e la più importante, è il fatto che, in realtà, il negoziante non abbia, in effetti, dato una motivazione plausibile al fatto che nell'attività non venga accettato il pagamento via carta di credito. Sul cartello pubblicato da Massimiliano Dona, noto avvocato italiano e presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, il negoziante ha semplicemente scritto che il terminale di pagamento non c'è. E ha sottinteso, probabilmente, che non vuole acquistarlo. Un cartello decisamente provocatorio, insomma, che va contro le norme stabilite negli anni scorsi.

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